sabato 26 marzo 2011

Iocongl'inizinonsonomaiandatad'accordo!

Mese dell'anno: quello della primavera (che si fa attendere).
Sottofondo: la musica di Ligabue.
Desiderio del momento: chiudere gli occhi sotto il sole.
Ultimo libro letto: Che tu sia per me il coltello, D. Grossman.
Umore: nervosismo ispirante/ispirato.

Io con gli inizi non sono mai andata d'accordo. Ti costringono a raccogliere le idee, a fare "il punto della situazione". Tocca che ti chieda: << Da dove voglio cominciare? Cos'è per me più importante, in questo momento?  Di cosa voglio che si parli? >>. E tu sapresti rispondere? Davvero? Cosa metteresti al primo posto: le tue ambizioni professionali, i tuoi rapporti sociali, la tua famiglia, TE STESSO? 

"Pensare a sé stessi non è egoismo. Egoismo è semmai occuparsi solo di sé stessi." 
ha scritto qualcuno. Ammesso che non sono nata egocentrica, né egoista, posso anche ammettere di aver imparato a mettere i puntini sulle 'i', a prendermi il MIO spazio, il MIO tempo, a dire <<Aspetta!>> senza dover necessariamente interrompere qualsiasi attività per ascoltare gli altri; ho imparato a dire di no (a denti stretti); ho imparato a scegliere il meglio (e se il meglio non c'è, chi mi obbliga ad accontentarmi?).
Occuparmi di me stessa, innanzitutto, vuol dire scrivere. E leggere. Sì, scrivere e leggere. Insieme. Mentre leggo, lascio aperta una porticina (invisibile) da cui, come fosse stato scoperchiato il vaso di Pandora, chiedono di uscire (ed escono senza il permesso concesso) la 'me più fragile', la 'me più aggressiva', la 'me più riflessiva', e tante altre "me". E in men che non si dica, sono tutte là, alla rinfusa, nero su bianco, che si spingono e strattonano per il posto in prima fila/riga. E se magari capita che scrivano, ops! che io scriva frasi un po' sconclusionate, quella leggera (ma importante) realizzazione torna, puntualmente, in un sorriso appena accennato.

Vorrei chiudere così, con l' 'Ode al giorno felice', di Pablo Neruda:


- Questa volta lasciate che sia felice,
  non è successo nulla a nessuno,
  non sono da nessuna parte,
  succede solo che sono felice
  fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

  Camminando, dormendo o scrivendo,
  che posso farci, sono felice.
  Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
  sento la pelle come un albero raggrinzito,
  e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
  il mare come un anello intorno alla mia vita,
  fatta di pane e pietra la terra
  l’aria canta come una chitarra.

  Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
  tu canti e sei canto.
  Il mondo è oggi la mia anima
  canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
  lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
  essere felice,
  essere felice perché sì,
  perché respiro e perché respiri,
  essere felice perché tocco il tuo ginocchio
  ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
  e la sua freschezza.
  Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
  con o senza tutti, essere felice con l’erba
  e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
  essere felice con te, con la tua bocca,
  essere felice. -
                                                                                                                   Vanda, ©

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