sabato 17 dicembre 2011

A volte siamo così attenti a mostrarci meno innamorati, meno gelosi, meno permalosi, che non ci rendiamo conto che tutto questo meno, ad un certo punto, porta a niente. Se aggiungessimo invece, se aggiungessimo i nostri sentimenti, i nostri rancori, le nostre perplessità, le nostre paure, le nostre attenzioni, non sarebbe meglio? Avremmo un minestrone di cose diverse, da farci girare la testa. Saremmo storditi, più vulnerabili, ma più liberi. Liberi di non perderci niente di questi rapporti, che a volte sfuggono tra le mani perché siamo troppo distratti per afferrarli.
Io non voglio essere distratta, sono presente, sono sempre stata una persona presente, fin troppo a detta di molti. Preferisco essere ricordata in malo modo perché ci sono stata, piuttosto che messa nel cantuccio perché: “o c’è, o non c’è..”. 
Voglio esserci per te, come qualcuno a cui non sai rinunciare, a cui ti senti legato perché c’è. Che poi magari finisce che uno si stanca dell’altro, io lo metto in conto, magari tu vuoi scappare lontano da me chilometri e chilometri, scappare via perché io ci sono troppo per te. Fallo, io ti rincorro. E se mi stanco mi fermo, prendo fiato e ricomincio. E quando ti ho raggiunto, ti dico solo che io ci sono, nient’altro. Non voltarmi le spalle, quelle spalle grandi. Girati e dimmi che ci sei anche tu.

giovedì 28 luglio 2011

Pronti. Partenzaaaaaaa. Via!

Borsa pronta.
Musica di tutti i gusti.
Vestiti, che non sono mai troppi.
E' solo un weekend, oramai lo chiamo così anche se staremo fuori venerdì e sabato. 
Nell'aria, nonostante il tempo che promette male, c'è lo spirito dell'estate, delle serate passate buttati da qualche parte a non fare niente se non godersela fino in fondo. 
Era parecchio che non mi capitava, il cuore leggero è una sensazione troppo bella per rinunciarci a favore di cattivi pensieri e paranoie assurde.
Perciò vi saluto così, col sorriso e un carico di ottimismo (e di questi tempi, ce n'è sempre più necessità).

lunedì 25 luglio 2011

Detto. Fatto?

Ho deciso di tornarci, di tornare qui
perché non è necessario avere un talento innato per scrivere un blog.
Posso scrivere senza la famosa "ansia da prestazione", senza aspettarmi di riscuotere successo o di beccarmi pomodori dalla platea.
Posso, e voglio scrivere di me, con la possibilità che qualcuno per caso passi di qua e legga qualche riga, o che non legga affatto.

Cos'è che si può scrivere di se stessi? La me stessa di oggi mi piace. Ha tanti difetti, certo. Troppe insicurezze che si riversano sul modo di approcciarsi, di intendere i comportamenti altrui, di reagire a determinate situazioni; ma tutto sommato è una persona che mi piace, che riesce sempre ad avere la sua.
Sono cambiate parecchie cose, cose di cui non scriverò, ma che mi stanno a cuore come probabilmente poco altro nella mia vita.
Ho fatto alcune scelte, importanti per come la penso, rispetto a segreti tenuti chiusi (chissà perché poi) per un tempo fin troppo lungo.
Un giorno poi ho deciso che andavano liberati, che a tenerle troppo chiuse certe 'predisposizioni' prendono una piega sbagliata, distorta.
E l'ho detto.
Così, di punto in bianco.
BOOOM!
E' stato facile, facile perlomeno è stato dirlo a quegli amici che ritengo fondamentali nella mia vita. Ma, come accade spesso, "tra il dire e il fare...". E già, un conto è confidarsi, un altro è smuoversi dalle proprie vecchie posizioni. La tecnologia certo non aiuta, ti sembra che faciliti e faccia risparmiare tempo, in realtà il tempo lo risucchia soltanto, e poi che fai? come ti ritrovi?
Io mi ritrovo così.
C'è gente ch'è tornata, e che non ho rivisto ancora.
Che rivedrò, e verso cui non saprò come pormi.
Imporsi (perché sarebbe una forzatura) di non pensare al dopo, di godersi ciò che succede adesso, ora, sarebbe inutile, io sono per il naturale. Nell'attesa, mi resta solo fantasticare, disegnare a matita possibili risvolti e ricamarci su un paio di speranze.
Il resto.. chissà!

giovedì 21 aprile 2011

Nell'angolino.

Basta fare un giro in rete, e ti rendi conto che esistono così tanti modi d'esprimere una stessa passione che magari sei tu quello 'fuori corda'. Sì, sei dissonante. Non osi, non osi mai. E ripeterlo agli altri, ripetere che anche tu quel sogno ce l'hai, e che te lo tieni stretto, non serve a cambiare la realtà: non ce la fai, o perlomeno non ce la farai mai se resti inchiodato lì, alle tue paure, alla tua vergogna, al tuo angolino. Quando deciderai di uscire da quell'angolino, sarà forse troppo tardi. Le persone che ti sono affianco saranno andate avanti, avranno raggiunto piccoli traguardi, e ti saluteranno con la manina. Ma l'immagine sarà sfuocata, perché saranno lontani da te.
Apri le finestre, facci entrare la vita! In quel posto buio in cui ti sei barricato resterai sempre un mediocre, un vigliacco. Sii più forte degli ostacoli, anche se gli ostacoli li hai creati tu, con le tue insicurezze.
"Ti ricordi quando mi hai chiesto se avevo le pastiglie     per la felicità? La pastiglia è la vita. Vivi, buttati, apriti, ascoltati. Le tue paure, le tue ansie sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi. Sei castrato nei sentimenti. Sei bloccato. Ti ricordi quella frase di Oscar Wilde? Diceva che vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e nulla più"

giovedì 14 aprile 2011

Giornate che..ritornano

Finalmente un po' di tranquillità. Una giornata come questa, su di me, ha sempre  lo stesso effetto di dispersione: mille pensieri, mille impegni, e nessuna conclusione. Non metto un punto, neanche una virgola. Solo tante frasi senza senso, una dopo l'altra, a confondermi le idee. E se ieri avevo avuto la consapevolezza, seppur minima, di aver fatto un passo in avanti, oggi mi sento regredita. Tra libri aperti e non ancora finiti, persone mancate che continuano a mancare, poggio la concentrazione sul mio comodino, e mi nascondo dietro questo paio di occhiali.... 
                                                Vanda, ©

domenica 27 marzo 2011

Oggi ho scoperto, per un attimo, la mia scatola dei ricordi... Cosa ne è venuto fuori? Una sequenza, breve ma così magica, di un film che mi catturò quando lo vidi per la prima volta, e continua a farlo ogni volta, sempre. *___*
http://www.youtube.com/watch?v=w5DSz8HUhxM
                                                                                                     Vanda, © 

sabato 26 marzo 2011

Un segreto.

Mi manca quell'idea, quel segreto che abbiamo custodito e per cui mi sono legata a te - il segreto di un'attrazione poco consueta. Ma forse la poesia di quel rapporto che ha sconvolto la mia consuetudine, la poesia di un giorno, è tutta tua. Tu sei la poesia e ora che sei andato via a me non resta che un mite ricordo.....
                                                                                                                                              Vanna, ©

Iocongl'inizinonsonomaiandatad'accordo!

Mese dell'anno: quello della primavera (che si fa attendere).
Sottofondo: la musica di Ligabue.
Desiderio del momento: chiudere gli occhi sotto il sole.
Ultimo libro letto: Che tu sia per me il coltello, D. Grossman.
Umore: nervosismo ispirante/ispirato.

Io con gli inizi non sono mai andata d'accordo. Ti costringono a raccogliere le idee, a fare "il punto della situazione". Tocca che ti chieda: << Da dove voglio cominciare? Cos'è per me più importante, in questo momento?  Di cosa voglio che si parli? >>. E tu sapresti rispondere? Davvero? Cosa metteresti al primo posto: le tue ambizioni professionali, i tuoi rapporti sociali, la tua famiglia, TE STESSO? 

"Pensare a sé stessi non è egoismo. Egoismo è semmai occuparsi solo di sé stessi." 
ha scritto qualcuno. Ammesso che non sono nata egocentrica, né egoista, posso anche ammettere di aver imparato a mettere i puntini sulle 'i', a prendermi il MIO spazio, il MIO tempo, a dire <<Aspetta!>> senza dover necessariamente interrompere qualsiasi attività per ascoltare gli altri; ho imparato a dire di no (a denti stretti); ho imparato a scegliere il meglio (e se il meglio non c'è, chi mi obbliga ad accontentarmi?).
Occuparmi di me stessa, innanzitutto, vuol dire scrivere. E leggere. Sì, scrivere e leggere. Insieme. Mentre leggo, lascio aperta una porticina (invisibile) da cui, come fosse stato scoperchiato il vaso di Pandora, chiedono di uscire (ed escono senza il permesso concesso) la 'me più fragile', la 'me più aggressiva', la 'me più riflessiva', e tante altre "me". E in men che non si dica, sono tutte là, alla rinfusa, nero su bianco, che si spingono e strattonano per il posto in prima fila/riga. E se magari capita che scrivano, ops! che io scriva frasi un po' sconclusionate, quella leggera (ma importante) realizzazione torna, puntualmente, in un sorriso appena accennato.

Vorrei chiudere così, con l' 'Ode al giorno felice', di Pablo Neruda:


- Questa volta lasciate che sia felice,
  non è successo nulla a nessuno,
  non sono da nessuna parte,
  succede solo che sono felice
  fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

  Camminando, dormendo o scrivendo,
  che posso farci, sono felice.
  Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
  sento la pelle come un albero raggrinzito,
  e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
  il mare come un anello intorno alla mia vita,
  fatta di pane e pietra la terra
  l’aria canta come una chitarra.

  Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
  tu canti e sei canto.
  Il mondo è oggi la mia anima
  canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
  lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
  essere felice,
  essere felice perché sì,
  perché respiro e perché respiri,
  essere felice perché tocco il tuo ginocchio
  ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
  e la sua freschezza.
  Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
  con o senza tutti, essere felice con l’erba
  e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
  essere felice con te, con la tua bocca,
  essere felice. -
                                                                                                                   Vanda, ©