Ho deciso di tornarci, di tornare quiperché non è necessario avere un talento innato per scrivere un blog.
Posso scrivere senza la famosa "ansia da prestazione", senza aspettarmi di riscuotere successo o di beccarmi pomodori dalla platea.
Posso, e voglio scrivere di me, con la possibilità che qualcuno per caso passi di qua e legga qualche riga, o che non legga affatto.
Cos'è che si può scrivere di se stessi? La me stessa di oggi mi piace. Ha tanti difetti, certo. Troppe insicurezze che si riversano sul modo di approcciarsi, di intendere i comportamenti altrui, di reagire a determinate situazioni; ma tutto sommato è una persona che mi piace, che riesce sempre ad avere la sua.
Sono cambiate parecchie cose, cose di cui non scriverò, ma che mi stanno a cuore come probabilmente poco altro nella mia vita.
Ho fatto alcune scelte, importanti per come la penso, rispetto a segreti tenuti chiusi (chissà perché poi) per un tempo fin troppo lungo.
Un giorno poi ho deciso che andavano liberati, che a tenerle troppo chiuse certe 'predisposizioni' prendono una piega sbagliata, distorta.
E l'ho detto.
Così, di punto in bianco.
BOOOM!
E' stato facile, facile perlomeno è stato dirlo a quegli amici che ritengo fondamentali nella mia vita. Ma, come accade spesso, "tra il dire e il fare...". E già, un conto è confidarsi, un altro è smuoversi dalle proprie vecchie posizioni. La tecnologia certo non aiuta, ti sembra che faciliti e faccia risparmiare tempo, in realtà il tempo lo risucchia soltanto, e poi che fai? come ti ritrovi?
Io mi ritrovo così.
C'è gente ch'è tornata, e che non ho rivisto ancora.
Che rivedrò, e verso cui non saprò come pormi.
Imporsi (perché sarebbe una forzatura) di non pensare al dopo, di godersi ciò che succede adesso, ora, sarebbe inutile, io sono per il naturale. Nell'attesa, mi resta solo fantasticare, disegnare a matita possibili risvolti e ricamarci su un paio di speranze.
Il resto.. chissà!
Nessun commento:
Posta un commento